Sognare la zanzara e la mosca: le piccole cose che non danno pace
«La zanzara la sogna chi ne ha abbastanza di ciò che toglie le forze goccia a goccia, e ancora non ha deciso di fermarlo.»
La zanzara e la mosca sono creature piccole di per sé, ma con una capacità sorprendente di togliere la pace. Una sola zanzara in camera, di notte, rende impossibile dormire. Una sola mosca alla finestra fa perdere qualunque concentrazione. La loro forza non sta nella grandezza: sta nell’insistenza. Nel saper essere proprio dove non dovrebbero essere.
Nella mitologia le mosche compaiono accanto alla morte, alla decomposizione, al buio. Belzebù, il «Signore delle mosche», è una delle figure demoniache. In Egitto la mosca era simbolo di tenacia e di ostinazione: le decorazioni militari avevano la forma di mosche d’oro. In alcune tradizioni africane le mosche sono messaggere degli antenati.
La zanzara è un simbolo un po’ diverso. Punge in silenzio, beve il sangue, lascia il prurito. È l’immagine di un parassitismo nascosto: di qualcosa, o di qualcuno, che ti toglie energia senza farsi notare, goccia a goccia.
Nei sogni i due insetti hanno in comune un tema: una cosa piccola, ma che disturba. Una cosa che ronza, distrae, irrita, non lascia riposare. Minuscola, ma che non molla.
Forse non hai nemmeno dovuto pensarci: su questa riga ti è già venuto in mente un nome, o una situazione, e adesso ti è chiaro di cosa si tratta.
La zanzara ronza all’orecchio
La senti nel buio. La cerchi e non la trovi. E intanto ronza. Ed è insopportabile.
Attraverso questa immagine parla il tuo Guardiano, la parte di te che non riesce a spegnere il rumore di fondo. La zanzara che ronza nel buio è l’immagine più precisa che ci sia di un pensiero ossessivo o di un’ansia. Non la vedi, ma la senti. Ne cerchi la fonte e non la trovi. E continua a ronzare.
È l’immagine di quell’ansia di fondo che ti accompagna, a volte senza una ragione visibile. O di un pensiero ossessivo che provi ad «acchiappare» e a cacciare via, e che torna.
Con un ronzio ossessivo la «lotta» non funziona. Funziona una cosa: accendere la luce e trovare la fonte. Cos’è, esattamente, che ronza?
Chiediti: «C’è nella mia testa, proprio adesso, una “zanzara che ronza”, un pensiero ossessivo o un’ansia che sento, ma che non riesco né ad acchiappare né a spegnere? Se la chiamo per nome, cos’è? Di cosa ho paura, esattamente?»
Scrivi il pensiero che ti preoccupa, in una frase sola. Con precisione e onestà. Quando la «zanzara» ha un nome, smette di ronzare così forte.
Nota astrologica: la zanzara che ronza è l’immagine di Mercurio o della Luna nella sesta o nella dodicesima casa, o del transito di Mercurio nella dodicesima. Gemelli e Vergine, nei periodi di un Mercurio inquieto, vivono spesso quest’ansia ossessiva che «ronza». Se in questo momento Mercurio retrogrado attiva la tua dodicesima casa, l’ansia di fondo è più intensa che mai.
La zanzara punge e beve il sangue
Ha punto. O sta pungendo. E senti non solo il dolore, ma anche qualcosa che se ne va. Goccia dopo goccia.
Qui parla il tuo Guardiano, la parte di te che vede quando una cosa ti sta togliendo la forza vitale. La zanzara che punge è l’immagine perfetta del «vampirismo energetico». Può essere una persona che, ogni volta che ci parli, ti prosciuga. Una situazione che lentamente, goccia a goccia, ti toglie risorse. Un impegno che «beve il sangue» e che continui a rispettare.
«Goccia a goccia» è la parola chiave. Presa da sola, ogni puntura è insignificante. Ma la somma diventa una perdita. Stanchezza. «Non capisco perché sto così male».
Chiediti: «C’è nella mia vita una “zanzara”, una persona, una situazione, un impegno, che prende da me goccia a goccia, senza che me ne accorga finché non resto a secco? Cosa serve per fermarla?»
Nomina una situazione che «ti beve il sangue». Formula un «no» concreto, anche se ancora non te la senti di dirlo. Formularlo è già una difesa.
Nota astrologica: la zanzara che beve il sangue è l’immagine di Nettuno o di Plutone nella settima casa, o del transito di Nettuno nella settima. Pesci e Bilancia con Nettuno nella settima casa rischiano più spesso di subire un parassitismo silenzioso nelle relazioni. Se in questo momento Nettuno in transito è nella tua settima casa, la chiarezza nelle relazioni è di importanza vitale.
Le mosche si posano sul cibo
Le mosche stanno dove qualcosa è andato a male. La loro comparsa ha un motivo. In questa immagine non c’è solo disgusto: c’è anche un segnale. Qualcosa chiede di essere ripulito.
Attraverso questa immagine parla il tuo Guaritore, la parte di te che vede ciò che è ora di togliere di mezzo. Le mosche sono l’immagine di ciò che si è decomposto e chiede una pulizia. Può essere una relazione «andata a male». Una situazione che sta marcendo. Una convinzione superata da tempo, che adesso attira le «mosche».
Le mosche non creano la decomposizione: la segnalano. Arrivano dove c’è già. Questo è importante: il problema non sono le mosche. Il problema è ciò che indicano.
Chiediti: «Su cosa, nella mia vita, “sono arrivate le mosche”, cosa chiede di essere ripulito, chiuso, purificato? Cosa “giace” lì da tempo ed è ora di togliere di mezzo, invece di aspettare che marcisca per conto suo?»
Metti in ordine una cosa. Alla lettera. Buttala, lavala, spostala. Un piccolo gesto di pulizia, e le mosche non hanno più niente su cui posarsi.
Nota astrologica: le mosche sono l’immagine di Plutone o di Saturno nella quarta o nella sesta casa, o del transito di Plutone nella quarta. Scorpione e Capricorno, nei periodi di transiti plutoniani nella quarta casa, incontrano spesso questa immagine di pulizia. Se in questo momento Plutone in transito è nella tua quarta casa, una cosa alle fondamenta della vita chiede una pulizia profonda.
Uno sciame di mosche o di zanzare intorno a te
Sono tante. Dappertutto. Disturbano tutto. Non riesci a pensare, né a riposare, né a muoverti normalmente.
Qui parla il tuo Guardiano, la parte di te che soffoca sotto la quantità di piccole richieste. Lo sciame di mosche o di zanzare è l’immagine di un attacco totale delle piccolezze. Quando ogni singola cosa conta poco, ma tutte insieme sono così tante da riempire ogni spazio.
È l’immagine di un periodo di sovraccarico di piccoli compiti, preoccupazioni, richieste. Quando nessuna cosa, da sola, è «un grande problema», ma la somma è insopportabile.
Cosa serve, in una situazione così? Non serve «uccidere tutte le mosche», è impossibile. Serve trovare una sola azione, la più importante. Una priorità. Creare almeno un angolo di silenzio.
Chiediti: «Ho la sensazione che uno sciame di piccolezze si stia mangiando tutto? Qual è, in questo sciame, l’unica cosa che posso risolvere o lasciar andare proprio adesso? Cosa mi creerebbe uno spazio di silenzio?»
Chiudi gli occhi e fai cinque espirazioni profonde. A ogni espirazione immagina che il ronzio si faccia più basso. Il silenzio non arriva da sé: si costruisce.
Nota astrologica: lo sciame è l’immagine di Urano o di Mercurio nella sesta casa, o del transito di Urano nella terza. Gemelli e Vergine, nei periodi di transiti di Urano, vivono spesso questo «sciame di piccolezze». Se in questo momento Urano attiva la tua terza casa, il caos delle piccole cose chiede una scelta consapevole delle priorità.
La zanzara e la mosca, nei sogni, sono sempre un incontro con le piccole cose che non mollano. Con ciò che toglie le forze goccia a goccia. Con ciò che ronza nel buio. Con le piccolezze che si mangiano tutto, e con i segnali che indicano cosa è ora di ripulire.
Lascia che questa immagine ti mostri una cosa. A volte ciò che conta di più non sono i grandi draghi: è la piccola zanzara che non ti lascia dormire. Toglila di mezzo, e tutta la vita si fa più silenziosa.