Sognare un corpo estraneo: una presenza dentro di me che non è mia
«Il corpo estraneo lo sogna chi sente dentro di sé una cosa che non avrebbe mai scelto.»
La sensazione di «un estraneo dentro di me» è un’esperienza di estremo disagio. In medicina il «corpo estraneo» è un oggetto che non dovrebbe trovarsi dove si trova: in una ferita, nella trachea, nello stomaco. Va estratto. La sua presenza non è normale.
Ma c’è anche un altro «estraneo nel corpo»: ciò che portiamo, per scelta o senza volerlo, dalla nostra storia. I «traumi ereditati» sono una metafora, ma anche un fenomeno concreto: schemi di comportamento, convinzioni, reazioni emotive che abbiamo ricevuto dai genitori, dagli antenati, dalla cultura, e che adesso vivono in noi come se fossero nostri, anche se in realtà non li abbiamo scelti.
Nelle pratiche sciamaniche l’«estrazione» è il rituale che rimuove gli «spiriti» che sono entrati in una persona dall’esterno e ne disturbano l’integrità. L’equivalente psicologico è il lavoro di separazione: distinguere il «mio» dal «non mio». «Questa ansia è mia, o mi è arrivata da una madre ansiosa?»
Forse, proprio mentre leggi, senti accendersi in te un’ansia, una frase, una reazione, e ti sorprendi a chiederti: «Ma è mia, questa?». Lascia che la domanda resti.
Una cosa incastrata nel corpo
Lo senti: dentro di te c’è una cosa. Estranea, che dà fastidio. Forse cerchi di tirarla fuori. In questa immagine vive ciò che ha bisogno di essere rimosso.
Attraverso questa immagine parla il tuo Guaritore, la parte di te che sente ciò che è estraneo, fuori posto. Una cosa incastrata nel corpo è l’immagine più precisa che ci sia di ciò che è stato «introdotto» in te dall’esterno e non è stato assimilato. Possono essere convinzioni altrui: «non vali abbastanza», «i soldi sono il male», «delle persone non ci si può fidare». Sono lì incastrate, fanno male e intralciano.
Possono essere anche aspettative altrui: un ruolo che ti hanno imposto, e che non è tuo. O un’esperienza altrui mai elaborata: un trauma passato in eredità.
Chiediti: «C’è nella mia psiche un “corpo estraneo”, una convinzione, uno schema, una paura, che non ho mai scelto io? Da dove viene? Di chi è? E cosa serve, per “estrarlo”?»
Scrivi una convinzione che senti come «non mia». Rileggila. Ciò che è stato chiamato estraneo comincia già a staccarsi.
Nota astrologica: il corpo estraneo è l’immagine di Plutone o di Saturno nella quarta o nella dodicesima casa, o del transito di Plutone nella quarta. Scorpione e Capricorno con pianeti oscuri nella quarta casa portano spesso un «estraneo» ereditato. Se in questo momento Plutone attiva la tua quarta casa, una parte del sistema familiare chiede consapevolezza e trasformazione.
Il corpo appartiene a un’altra persona
Il corpo non è tuo. Lo guida un’altra persona, o un’altra forza. Tu guardi da fuori. In questa immagine vive la perdita dell’autonomia.
Qui parla il tuo Guardiano, la parte di te che si è accorta che i comandi sono passati in altre mani. Un corpo guidato da un’altra persona è l’immagine delle situazioni in cui la tua autonomia è violata. In cui le decisioni le prende qualcun altro. In cui agisci secondo un copione altrui, con uno schema altrui: per paura, perché così si fa, perché così bisogna fare.
Può essere l’immagine di una relazione con un partner dominante. O con un sistema, un lavoro, un’organizzazione che detta ogni passo. O con le «voci» interiori, i programmi dei genitori che letteralmente «guidano» il comportamento.
La domanda è: quando agisci, lo fai a partire da te, o da un «corpo estraneo»?
Chiediti: «Ci sono situazioni nella mia vita in cui sento che il mio corpo, le mie decisioni, il mio tempo, il mio spazio “non sono nelle mie mani”? Chi, o cosa, guida al posto mio? E cosa serve, per riprendermi l’autonomia?»
Prendi oggi una decisione: piccola, ma solo tua. Senza chiedere il permesso, senza giustificazioni. L’autonomia si allena a piccoli passi.
Nota astrologica: il corpo che non è mio è l’immagine di Nettuno o di Plutone nella prima casa, o del transito di Nettuno nella prima. Pesci e Scorpione con Nettuno nella prima casa conoscono bene l’identità sfocata e i comandi passati in altre mani. Se in questo momento Nettuno attiva la tua prima casa, la domanda «chi sono davvero» è particolarmente viva.
Nel corpo vive un’altra presenza
Nel tuo corpo c’è qualcun altro. O una cosa. Un’altra presenza. In questa immagine vive la duplicità.
Attraverso questa immagine parla la tua Ombra, la parte che vive in te ma resta non riconosciuta. «Dentro di me vive un’altra presenza» è l’immagine delle parti della personalità non accettate, non riconosciute, rimosse. Quelle a cui da tempo non permetti di far parte di te.
Possono essere parti che hai respinto perché sembravano «inaccettabili»: la rabbia, l’orgoglio, la sessualità, l’invidia, il narcisismo. Non sono sparite, vivono «nel corpo», e a volte guidano il comportamento a tua insaputa.
L’incontro con «chi vive dentro», nel sogno, è sempre un invito al dialogo. Chi è? Cosa vuole? Cosa porta con sé?
Chiediti: «Se “chi vive dentro di me” fosse un personaggio, come lo descriverei? Cosa vuole? Cosa ne faccio, lo accetto, lo respingo, ne ho paura? Cosa succederebbe, se ci parlassi?»
Scrivi una frase a nome suo: non su di te, ma detta da quella presenza. Concedile una voce. Una parte non riconosciuta smette di comandare di nascosto quando è stata ascoltata almeno una volta.
Nota astrologica: l’altro dentro è l’immagine di Plutone o di Urano nella dodicesima casa, o del transito di Plutone nella dodicesima. Scorpione e Acquario con l’accento sulla dodicesima casa incontrano spesso l’«altro», la parte di sé non riconosciuta. Se in questo momento Plutone in transito è nella tua dodicesima casa, ciò che era nascosto viene alla luce.
Senti dentro di te una cosa viva
Dentro di te c’è una cosa viva. Non minacciosa: silenziosa, che cresce. Come un germoglio, o una creatura piccola. In questa immagine è come se nascesse il nuovo.
Qui parla il tuo Creatore, la parte di te che porta una vita nuova. Una cosa viva dentro il corpo è l’immagine di ciò che sta nascendo in te. Un’idea che «si cristallizza». Un progetto che «matura dentro». Un’intuizione nuova che cresce piano.
Non è un’immagine che spaventa: è l’immagine di una gravidanza in senso ampio, di una gestazione del nuovo. Quando dentro c’è una cosa viva, bisogna trattarsi con delicatezza. Servono tempo, nutrimento, silenzio.
Cos’è questa cosa «viva»? Cosa stai portando dentro, adesso?
Chiediti: «C’è nella mia vita, adesso, qualcosa che “cresce dentro”, un’idea, un progetto, un’intenzione, un cambiamento, che non è ancora nato ma è già vivo? Come lo tratto, con cura o con fretta?»
Metti le mani sulla pancia o sul petto e resta così un minuto. Il calore delle mani è una forma di cura per ciò che cresce dentro.
Nota astrologica: la cosa viva dentro è l’immagine della Luna o di Giove nella quinta o nell’ottava casa, o del transito di Giove nella quinta. Cancro e Scorpione con l’accento sulle case d’acqua hanno per natura il dono della gestazione interiore. Se in questo momento Giove attiva la tua quinta casa, una creazione è pronta a nascere.
Il corpo estraneo, nei sogni, è sempre un incontro con la domanda su cosa è tuo e cosa no. Su ciò che è stato introdotto dall’esterno e ha bisogno di essere estratto. Su ciò che vive in te a tua insaputa. Su ciò che nasce.
Lascia che questa immagine ti mostri cosa, dentro di te, è davvero tuo. E cosa è già pronto a uscire.